winemarketing

Vuoi dare una spinta al tuo business? Crea una Landing Page!


Tra i più importanti obiettivi di ogni imprenditore c’è la necessità di far conoscere al pubblico i prodotti e/o servizi offerti e condurre all’acquisto più persone possibili.

Se una persona decide di spendere tempo e denaro per scoprire e acquistare il tuo prodotto, vuol dire che sei riuscito a convincerla o, meglio, sei riuscito ad intercettare esattamente il suo bisogno.

Ecco, in questo articolo ti spiegheremo, in poche parole, come lo strumento della Landing Page ti può essere di aiuto e di supporto per convincere i tuoi potenziali clienti ed incrementare le tue vendite.

Landing page significa letteralmente “pagina di atterraggio”.

Non è altro che “una pagina web, che vuole fornire la migliore risposta ai bisogni di una persona, creando un rapporto 1-1 di fiducia e vantaggio reciproco” (Orlandini, Luca. “Landing page efficace. Hoepli, 2016)

La landing page è il risultato tangibile di numerose tecniche di comunicazione e di marketing tutte orientate a far sì che, senza troppi orpelli ed in maniera diretta, possa essere lanciato un messaggio chiaro e preciso che porti l’utente ad un’azione finale ovvero l’acquisto del prodotto e/o servizio.

Mentre il sito web rappresenta la vetrina dell’azienda, dove poter raccontare la storia, i prodotti, i valori, la landing page è il mezzo attraverso il quale le piccole e medie imprese possono portare a casa risultati concreti convertendo i visitatori in clienti.

Se i problemi sono fatti per essere risolti, la soluzione devi essere tu.

Le più efficaci landing page, a nostro avviso, sono quelle costruite su misura per quelle persone che sono già pronte all’acquisto, che sanno già cosa vogliono, e devono solo essere convinte che il nostro prodotto e/o servizio sia il migliore! Sono più lunghe e più complesse da creare, anche perché, prima, è necessario definire in maniera dettagliata il target. Sono, però, anche quelle che portano migliori risultati, di qualità.

Devi costruire la landing page in modo che

  • Sia semplice da comprendere, in pochi secondi!
  • Sia rassicurante e descriva il prodotto/servizio offerto in maniera semplice e chiara
  • Dia fiducia all’utente, anche inserendo loghi, certificazioni: deve emergere la tua affidabilità

Una volta pronta la tua landing page, non dovrai fare altro che studiare il modo per far atterrare i tuoi potenziali clienti sulla pista giusta, la tua, e non farli scappare su un altro aereo, quello del concorrente!

Vuoi costruire anche tu la migliore landing page per la tua azienda?

CONTATTACI!

LO SAPEVI CHE

Odeuropa: l’enciclopedia degli odori d’Europa


Domenica mattina. Il sole timidamente entra dalla finestra della cucina. Sono raggi caldi, avvolgenti, che profumano di casa e che invadono la stanza dove la nonna è lì, dall’alba, intenta a preparare il ragù per il grande pranzo in famiglia. Se chiudete gli occhi sono sicura che la prima cosa che sentirete, dopo le righe appena lette, sarà il profumo di quel ragù, inconfondibile, denso d’amore.

Quanto sono importanti i profumi, ci avete mai pensato? Un sommelier lo sa bene.

Beh, sembra che anche in Europa si siano accorti dell’importanza dell’olfatto, tra i cinque sensi il più sottovalutato.

Proprio a gennaio parte il nuovo progetto Odeuropa.

Odeuropa è un progetto europeo, finanziato con 2.8 milioni di euro da Horizon 2020, il cui obiettivo, da qui a tre anni, sarà realizzare un’enciclopedia degli odori del continente, dal 1700 agli inizi del 1900!

Il progetto è guidato da un gruppo di studiosi di storia, chimica, esperti in intelligenza artificiale, provenienti da sei paesi europei, tra cui l’Italia.

Una vera e propria rete di collaborazioni in cui il ruolo dell’intelligenza artificiale sarà fondamentale per poter riconoscere gli odori che i computer riusciranno ad intercettare e selezionare da più fonti, come testi storici in lingue diverse, dipinti, fotografie, romanzi, riviste. Non sarà difficile trovare riferimenti al tabacco oppure all’incenso.

La cosa fantastica è che i dati raccolti saranno analizzati ed elaborati da chimici e profumieri che li ricreeranno e catalogheranno in una banca dati online del patrimonio olfattivo. Sarà un vero e proprio archivio grazie al quale anche le nuove generazioni potranno conoscere ed emozionarsi con gli odori del passato.

Noi non vediamo l’ora di allenare i nostri nasi con tutti i nuovi, o meglio antichi, odori! Magari ne ricaveremo termini nuovi, utili per l’analisi olfattiva dei prossimi vini!

Se siete curiosi ecco il link al sito del progetto: https://odeuropa.eu/

 

DIGITAL

Digital Marketing: alcune tendenze nel 2021


Anche nel campo del digital marketing il 2021 non può prescindere dall’arrivo del COVID-19.

Tutti noi, da quasi un anno, passiamo sicuramente più tempo a casa, senza possibilità di avere relazioni con amici, parenti, e questo comporta un utilizzo sempre più frequente di video online per diversi motivo: comunicare con gli altri, informarsi, divertirsi.

Nell’ultimo Cisco Annual Internet Report si legge che nel 2022 più dell’80% del traffico internet dei consumatori sarà conseguenza dei video online. I numeri potrebbero essere ancora più alti se si pensa la grande corsa alla digitalizzazione di questi ultimi mesi proprio a causa della pandemia.

Cosa interessante è che la quarantena forzata ha favorito l’utilizzo degli schermi TV ovvero sempre a più persone piace utilizzare questo strumento per guardare video oppure sempre più persone si collegano a YouTube dalla propria Smart Tv (anche qui 80% in più rispetto al 2019).

Sapete cosa vuol dire tutto questo per le imprese? Vuol dire avvicinarsi ad un nuovo modo di comunicare il proprio brand, vuol dire capire che non possiamo affidarci più soltanto ad un’inserzione sul quotidiano locale. Adesso più che mai è necessario andare oltre i confini della nostra immaginazione, soprattutto se stiamo parlando di piccole o piccolissime imprese, e cavalcare l’onda o meglio la rete che si sta facendo sempre più veloce e capillare.

Creare contenuti innovativi, video brevi per raccontare chi siamo e cosa facciamo, aprire un proprio canale su YouTube, perché no!

Sul nostro profilo Instagram @3pointsdigitalagency potete vedere uno dei video che abbiamo realizzato per un’azienda vitivinicola sulle colline toscane.

Oltre a video e foto creiamo grafiche, contenuti e testi per raccontare al meglio quello che siete!

Contattateci per maggiori informazioni: https://www.3pointsdigitalagency.com/contattaci/

MARKETING

Il vino e lo shopping online


È tempo di guardare al futuro lasciandoci alle spalle un 2020 che sicuramente ricorderemo per il lancio che ha dato alla digitalizzazione.

In quest’anno, più che in altri, ci siamo affidati alla tecnologia per comunicare, lavorare e acquistare online.

Cosa ne è stato del mondo del vino? È riuscito a stare al passo con i tempi e adeguarsi pienamente a questo nuovo modo di vendere cui la pandemia e i vari lockdown ci hanno praticamente costretto?

In che rapporto stanno, in poche parole, vino ed e-commerce alla luce di un 2020 alquanto bizzarro?

Una cosa è certa. Chi aveva già un proprio negozio online ne ha sicuramente beneficiato. Ma questo non è bastato. Oltre ad avere un canale online aperto, la cosa veramente importante, che può fare la differenza, è credere in questa forma di vendita. Necessario è l’aggiornamento continuo e consapevole della vetrina online, non bastano due belle foto con i giusti prezzi. C’è bisogno di una strategia, di una analisi complessiva della propria presenza online, anche per quanto riguarda i canali social che devono dialogare ed essere collegati alla vetrina virtuale. I testi, poi, sono importantissimi, uno giusto storytelling può fare veramente la differenza, ma anche i testi di sponsorizzazione sui canali social. Importante non dimenticare anche la giusta sequenza di stories su Instagram in cui raccontare sinteticamente le caratteristiche del proprio vino e consigliare una occasione d’uso.

Parlando di numeri, i dati di Nomisma e Wine Monitor sul primo semestre 2020 registrano un volume di vendite di vino online più che raddoppiato rispetto all’anno precedente (+102%). Altra informazione rilevante è la recente acquisizione di Tannico da parte del Gruppo Campari che denota il grande interesse intorno al settore della vendita online.

Chiaramente niente accadrà se non ci sarà un cambiamento di tipo culturale. Il mondo del vino è rappresentato per la maggior parte da piccole o piccolissime imprese, a conduzione familiare, in cui spesso il proprietario passa velocemente dalla vigna alla scrivania per sbrigare alcuni semplici affari, ma non ha certamente tempo a sufficienza da dedicare all’aggiornamento della presenza online della propria realtà vitivinicola e all’aggiornamento delle sue competenze in queste materie. Molto è cambiato, ma possiamo e dobbiamo fare di più.

D’altra parte, per avere veramente successo e ricavare effettivamente benefici e vantaggi, il sito e-commerce deve essere ben fatto, semplice, scorrevole, collegato ad altri canali web aziendali. In tutto ciò non bisogna dimenticare che la vendita diretta ed in cantina non andranno certamente dimenticate ed abbandonate, anzi, potrebbero essere ulteriormente incentivate.

Il consiglio che diamo è di affidarsi ad un professionista e a tecnici qualificati che possano ascoltarvi e costruire con voi la vostra vetrina online, assecondando le vostre esigenze, ma, al tempo stesso, fornendovi i consigli giusti per la creazione di un sito efficiente ed efficace.

La nostra agenzia, specializzata nel mondo del vino e della birra artigianale, è pronta a fornirvi il supporto che cercate per la creazione di un sito e-commerce e/o per tutto ciò che riguarda la vostra presenza online e offline.

Il mondo ed il mercato del vino si stanno muovendo sempre più verso una consolidata presenza in rete.

È sempre il momento giusto per cambiare e tu puoi farlo ora!

PAROLA AL SOMMELIER

Zona rossa o meno, l’importante è che siano bolle!


 

Oggi parliamo di numeri e di bollicine e ci chiediamo quanto saranno effervescenti queste festività.

Non sarà il Natale delle tavolate e delle cene per lo scambio degli auguri, ma gli italiani, a quanto pare, non si faranno mancare un buon vino o meglio uno spumante.

Lunedi 14 Dicembre scorso sono usciti i risultati delle stime, elaborate dall’Osservatorio del Vino di Unione Italiana Vini e di Ismea, che riguardano i consumi di bollicine durante le festività.

Se la matematica non è un’opinione, l’Italia è sul gradino più alto del podio nella vendita di spumanti nel mondo, anche nel funesto 2020, anno che, data la situazione, vede ridotto il potere di spesa della maggior parte dei consumatori che sostituiscono lo Champagne con vini più accessibili economicamente.

Non si rinuncia alle bollicine, quindi, ma si cambia il budget ad esse destinato.

In termini di volume si parla di 273 milioni di bottiglie italiane vendute nel mondo di cui 74 milioni in Italia, perdendo il 2.3 % rispetto al 2019. In generale, 1,6 milioni di calici conterranno vino spumante italiano. Dato interessante è quello del trend a valore da cui emerge una contrazione della domanda interna ed esterna del 9%.

Per quanto riguarda l’export, sono quindi quasi 200 milioni gli spumanti italiani consumati.

Secondo le previsioni UIV-Ismea con le prossime feste si giungerà al 35% delle vendite annuali di spumanti in Italia.

Ma la vera domanda è: dove comprano gli italiani? Complice la chiusura forzata di questo periodo a causa della pandemia, hanno la meglio le vendite in GDO e on line. Questo fenomeno, da un lato non fa percepire la differenza sul volume di vendite, ma, dall’altro fa registrare una flessione del fatturato di più del 12%.

La produzione degli spumanti 2020 non ha subìto molte variazioni e questo grazie all’alta domanda estera (73%). Il metodo classico ha avuto più difficoltà perché di solito è più richiesto dall’Horeca.

Riassumendo:

  • produzione totale spumanti italiani è agli stessi livelli del 2019

  • – 12.5% di bottiglie importate

  • + 2.7% di bottiglie esportate

Da un sondaggio tra nostri contatti, è emerso, in effetti, l’aumento degli acquisti in GDO oppure online, anche da parte dei più restii agli acquisti virtuali per quanto riguarda un prodotto così personale come il vino.

Già, perché il vino è un po’ come un profumo e il suo acquisto deve essere accompagnato dalle parole di chi prima di noi ha avuto fiducia in lui, di chi ha avuto il piacere di farlo roteare nel bicchiere, metterci il naso e constatarne la complessità.

Siamo convinti che il vino debba essere narrato e che dal racconto debba uscire un quadro preciso del terroir, tout court.

Non so se avete capito, ma a noi piace ancora molto andare per enoteche e per cantine.

Buoni propositi per il 2021? Vedere il calice mezzo pieno, non solo per questione di ottimismo.

LO SAPEVI CHE

Google e la Shopping Gift Guide


Quello che ci aspetta sarà un Natale sicuramente inusuale, ma i regali non mancheranno, se non altro per mantenere viva l’atmosfera delle Feste!

Se chiediamo a Google sicuramente ci saprà dire di più su cosa troveremo sotto l’albero.

Consultando la pagina https://shopping.google.com/m/shopping-100/ vediamo i prodotti più cercati quest’anno, su dati degli Stati Uniti, e potremo, quindi, farci un’idea di quello che conterranno i nostri pacchetti, tutti da scartare: saranno pochi, ma buoni!

Vanno per la maggiore i prodotti legati alla cura della persona, al lavoro da casa e alla quarantena. Come dargli torto!

Mai così tante creme corpo, profumi, accessori per capelli, spazzolini e persino candele profumate, sono stati venduti come in quest’anno! Questa categoria di prodotti per la cura della persona ha raggiunto un volume di ricerche del 250% in più rispetto al 2019. Complice l’aver avuto più tempo a disposizione per qualche maschera in più oppure la necessità di darsi un tono anche in pigiama?

Seguono gli attrezzi per la palestra fai da te, che registrano un 116% in più; la tecnologia come smartphone, tablet, smart tv; le pentole, con un volume di ricerca del 34% in più rispetto allo scorso anno.

Molta attenzione hanno ricevuto anche l’arredamento e la cura della casa con acquisto di accessori per la pulizia, per il riscaldamento e, attualmente, per i decori natalizi.

Molto interessante questa ricerca e la previsione che Google ha voluto regalarci, giocando anche un po’ con questo bizzarro 2020 che ha completamente cambiato tutte le carte in tavola dando luogo ad una classifica assolutamente irripetibile (si spera!) data l’eccezionalità del momento storico che stiamo vivendo.

E voi che siete alle prese con i regali di Natale che dite, Google ha indovinato?

digital whatsapp business

Digital

WhatsApp Business


WhatsApp, la famosissima applicazione di messaggistica istantanea, è pane quotidiano per molti di noi. Intere generazioni sono state travolte completamente da questo modo di comunicare, semplice, simpatico, efficace, che in pochi anni ha rivoluzionato le nostre vite.

Ha reso vicine persone lontane; ha facilitato le discussioni tra gruppi di persone (su questo ultimo aspetto ci siamo fatti prendere un po’ la mano a dir la verità); ha fatto sentire meno sole intere famiglie sparse per il mondo durante lunghe quarantene; ha permesso di trasmettere foto e video in pochissimi secondi.

Insomma, la domanda sorge spontanea: come facevamo prima, senza WhatsApp?

Dal 2018 è entrata in scena anche WhatsApp Business, ovvero la versione per aziende. Veramente interessante, oggi conta più di 50 milioni di utenti in tutto il mondo, ma ancora non tutte le piccole realtà, a cui è principalmente rivolta, la conoscono.

WhatsApp Business è stata creata con l’idea di permettere a tutte le aziende di comunicare in maniera efficiente e professionale con i loro clienti, attraverso una chat appunto.

Come funziona? Dopo averla scaricata sul proprio smartphone, con sistema Android o iOS che sia, si deve associare un numero di telefono. Si può avere sullo stesso smartphone sia WhatsApp Messenger che WhatsApp Business, l’importante è che siano abbinati numeri diversi. Inoltre, si può usare via web.

Successivamente l’applicazione chiederà di inserire alcune informazioni riguardanti l’azienda: nome, indirizzo, settore, e-mail e sito web. Queste informazioni di contatto saranno visibili facilmente, così da essere a portata di mano del cliente.

Quali sono le funzioni davvero vantaggiose ed esclusive per le aziende?

Con WhatsApp Business l’azienda potrà creare messaggi di risposta automatica per quando si è impossibilitati a rispondere ad una richiesta del cliente che, in questo modo, si sentirà comunque coinvolto e ascoltato. WhatsApp Business permette di impostare messaggi di saluto e anche di salvare i messaggi che più comunemente sono scritti, per essere rapidi nella risposta.

Inoltre, sono disponibili statistiche, importanti strumenti per monitorare il livello di interazione e quindi di coinvolgimento e di soddisfazione dei clienti.

WhatsApp Business è senz’altro un vero e proprio valido aiuto per le aziende anche piccole che possono curare con precisione, semplicità e a basso costo i rapporti con i propri clienti che sempre in maggior numero preferiscono scrivere piuttosto che chiamare per chiedere informazioni.

Parola al Sommelier

Donne di vino


Da ormai 20 anni, il 25 Novembre è ufficialmente la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne. Una parola, eliminazione, che esprime l’assoluta necessità di trovare una soluzione definitiva a questa spina nel fianco per l’intera società. Abbiamo bisogno di parole nuove, di sogni, di scoperte, di idee, per andare avanti ed evolvere senza più assistere, tra rabbia e dolore, ad episodi che, invece, offuscano mente e corpo.

La cosa fondamentale è non essere inermi, ma reagire, reagire e fare, spinti dall’intelligenza e dalla positività presenti in ognuno di noi, nessuno escluso.

Abbiamo deciso, quindi, questa settimana, di raccontare cosa hanno fatto le donne per far ruotare il mondo del vino intorno a loro, come la terra ruota intorno al sole.

Parleremo brevemente di due realtà al femminile. Questo non perché un manager donna debba essere considerato un evento eccezionale, per quanto ci riguarda, ma per dare ancora voce ad un fenomeno economico e sociale, di trasformazione, alla base del quale ci sono decisioni, cambi generazionali, coraggio e amore per il vino come espressione più alta del territorio.

Partiamo da un dato: l’ultimo rapporto Cribis ci dice che è di oltre il 25% la percentuale delle aziende vitivinicole gestite attualmente da donne, le quali producono, insieme alle imprenditrici agricole, il 28% del PIL agricolo. In questi numeri ci sono nomi di donne che hanno dovuto, purtroppo, farsi strada con fatica in un mondo che si pensa appartenere ancora troppo esclusivamente agli uomini.

Una storia su tutte, quella raccontata da Donatella Cinelli Colombini, oggi presidentessa dell’Associazione Donne del Vino, che inizia la sua strada come imprenditrice vitivinicola nel 1998, lasciata l’azienda di famiglia, una delle storiche aziende produttrici di Brunello. In quell’anno, non tanto lontano se ci pensiamo, si è trovata faccia a faccia con una realtà forse inaspettata, per lei che stava cercando di costruire la sua azienda del vino, tra Montalcino e Trequanda, in Val d’Orcia. La ricerca di un enotecnico per la sua nuova cantina le fece scoprire che in questo settore nessuno voleva le ragazze, mentre gli enologi dovevano essere prenotati anni prima. Oggi la squadra di Donatella Cinelli Colombini conta 23 donne su 31 persone in totale. Donatella Cinelli Colombini ha portato avanti le sue idee e ne ha avute di nuove, con pazienza, tenacia e, purtroppo, la consapevolezza di dover dimostrare che con le donne avrebbe costruito e raggiunto i risultati sperati e anche quelli neppure immaginati.

Dalla Toscana saliamo in Veneto, azienda Le Fraghe, dove troviamo Matilde Poggi, che ben quindici anni prima di Donatella Cinelli Colombini, ha iniziato a coltivare il sogno di produrre vino di qualità, nella sua azienda tra le montagne e il Lago di Garda, andando controcorrente rispetto alla tradizione di famiglia che, invece, aveva da sempre venduto le uve ad altri. Dopo trent’anni anche lei continua a sognare, sostenuta dalle sue figlie.

Si potrebbe continuare riempendo pagine e pagine di belle storie dove le protagoniste sono donne imprenditrici che hanno creduto nelle loro potenzialità e hanno portato avanti il loro nome e quello della loro famiglia. Non sarà stata una strada tutta in discesa, senza curve pericolose, ma quello che conta è che, anche grazie a loro, non è più così inusuale trovare un’enologa, una sommelier, un’esperta enogastronomica, finalmente.

Le consumatrici di vino sono aumentate del 10% nell’ultimo anno, secondo dati ISTAT, e sono coloro che maggiormente acquistano una bottiglia in base all’occasione non in base alla marca più o meno blasonata. Sono attente ai dettagli, che fanno la differenza, ma al tempo stesso la annullano.

Non esiste un vino da donna, un vino da uomo, esiste il vino di un territorio, di chi lo produce e di chi saprà apprezzarne il valore.

MARKETING

Lidl e le sneakers sold out

 



Vogliamo anche noi affrontare il fenomeno Lidl perché, per quello che sta mettendo in atto, è sicuramente un modello da seguire e da cui prendere spunto in quanto a strategie di marketing, adattandolo ai diversi livelli di complessità aziendale.

Partiamo con ordine, spiegando brevemente di cosa stiamo parlando per chi non lo sapesse.

Lidl è la famosa catena tedesca di supermercati arrivata in Italia negli anni Novanta.

Si è presentata all’inizio come un discount, un luogo dove trovare prodotti non solo a basso costo, ma anche di bassa qualità. Nel corso degli anni Lidl ha cambiato la sua strategia di branding e in poco tempo gli utenti hanno cambiato, di conseguenza, la percezione nei confronti del supermercato e dei suoi prodotti.

Adesso tutti vorrebbero avere un Lidl vicino casa perché è diventato il posto esclusivo dove trovare offerte di prodotti di qualità a basso costo.

Ed è proprio l’esclusività la chiave del suo ultimo successo.

Dopo aver conquistato mezza Europa, Lidl lancia anche in Italia le sue inconfondibili e colorate sneakers, oltre a tutti gli altri accessori firmati. È accaduto lo scorso 16 novembre e tutto è letteralmente andato a ruba in pochissimo tempo, con tanto di fila fuori dai punti vendita, nonostante le restrizioni del periodo.

A cosa è dovuto questo enorme e, per molti, inspiegabile successo? La risposta è al tempo stesso la sintesi di quello che il marchio vuole rappresentare: prodotto accessibile, ma al tempo stesso unico.

Le sneakers Lidl costavano, infatti, solo 12.99 € e sono state prodotte in quantità limitata, ma ognuno poteva acquistarle illimitatamente fino ad esaurimento scorte! Accessibilità, esclusività ed appartenenza ad un marchio. Bingo! I clienti Lidl sono diventati come una grande famiglia e, come tali, non vorranno certo perdersi la limited edition. Tutto il resto della storia, poi, l’hanno fatta i social.

Perché Lidl ha scelto le sneakers? Perché sono un oggetto da collezione e poi per seguire la scia del direttore creativo di Balenciaga che, 5 anni fa, ha creato le t-shirt marchiate Dhl o la borsa Frakta, molto simile alla comune borsa blu dell’Ikea, ricordate? Un vero e proprio filone, quello del brand fashion, che coinvolge anche altri marchi e in cui Lidl ci sta a pennello, ma con costi decisamente più alla portata dei comuni mortali.

Quindi c’è tanto lavoro dietro questo sold out e tanto lavoro dietro alla costruzione dell’oggetto perfetto da lanciare.

A tutto questo è da aggiungere che il successo è dovuto molto anche al reselling ovvero alla possibilità di rivendere sul mercato l’oggetto, aumentando molto il suo prezzo. Negli Stati Uniti su ebay le scarpe Lidl sono arrivate a costare fino a 4.500 $!

Quindi da oggi, non è tutto oro quel che luccica, a volte sono sneakers!

 

LO SAPEVI CHE…

…A San Martino ogni mosto diventa vino!


L’11 Novembre si celebra la festa di San Martino, una delle più note tra quelle legate al vino e alla cultura contadina. Chi di noi non ha memoria del proprio nonno contadino recitare: “A San Martino ogni mosto diventa vino”!

Questo è il periodo giusto per le degustazioni in cantina, per i convegni e gli eventi dedicati al vino. Quest’anno la pandemia non ci permette di passeggiare serenamente tra i filari delle viti e riscaldarci al sole di questi primi giorni di Novembre chiamati, appunto, l’Estate di San Martino, ma recupereremo il prossimo anno o già subito a primavera, ne siamo certi!

Ma chi è San Martino?
Martino di Tours (316 o 317 D.C. – 397 D.C.) è figlio di un ufficiale dell’esercito romano, nasce nell’attuale Ungheria e passa l’infanzia a Pavia. Durante la sua esperienza nell’esercito imperiale è il protagonista di un episodio che ha cambiato la sua vita: in un giorno molto freddo lascia metà del suo mantello ad un mendicante nudo ed affamato e l’altra metà ad un altro mendicante incontrato subito dopo. Improvvisamente il cielo schiarisce e il freddo pungente diventa un ricordo: da qui l’Estate di San Martino, per indicare questo periodo caldo dell’anno, nei primi giorni di Novembre.

Martino pensa che questo cambiamento repentino del clima non può essere altro che opera del Signore e, per questo, stupefatto dall’accaduto, abbandona l’esercito e si dedica alla preghiera diventando vescovo di Tours.

Sarà sepolto l’11 Novembre del 397 D.C. .

La festa di San Martino è molto sentita nel sud della nostra penisola, ma c’è anche una forte tradizione veneziana.
Il legame tra il vino e San Martino nasce, invece, da una tradizione pagana francese, quando questo territorio era ancora sotto l’influenza dei Celti, che celebravano l’inizio del nuovo anno, per loro a Novembre, con una festa all’insegna di bivacchi, dove il vino non mancava, che durava 10 giorni a partire dal 1° novembre, coincidente quindi con il mese di San Martino.

Un legame che è suggellato dai meravigliosi versi di Giosuè Carducci nella poesia dal titolo San Martino, in cui è inequivocabile la corrispondenza tra il Santo e l’odore del mosto che si trasforma in vino.

San Martino

La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor dei vini
l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando
sta il cacciator fischiando
su l’uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.