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Social Commerce: presente e futuro

Social Commerce: sempre più persone decidono di effettuare acquisti direttamente dai social. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Parlano i dati: secondo il report Social Commerce – Global Market Trajectory & Analytics, pubblicato ad Aprile da Research & Markets, si parla di un valore pari a 89,4 miliardi di dollari per il mercato del Social Commerce.

COSA È IL SOCIAL COMMERCE?

In poche parole, non è altro che commercio che sviluppa tutte le sue fasi direttamente sui Social Media.

Si pensa che presto riuscirà a superare di importanza le classiche piattaforme e-commerce, diventando il canale di vendita primario soprattutto per le piccole e medie imprese.

Già, proprio per questa ultima categoria di realtà imprenditoriale, il Social Commerce potrebbe fare la differenza. Ovviamente, lo shop sui social diventerebbe, così, una vera e propria vetrina, parallela a quella fisica di un eventuale negozio, quindi richiederà in ogni caso la massima cura ed attenzione ai dettagli, alle indicazioni dei vari prezzi, alla gestione degli ordini e dei pagamenti, alle fotografie che dovranno essere ad alta definizione e professionali.

LE PIATTAFORME E LA LORO RISPOSTA AL SOCIAL COMMERCE

Partiamo con Pinterest, il social network che unisce la passione per le foto e per gli interessi.

Da qualche mese notiamo la presenza della tab “Shop” cioè un vero e proprio catalogo online dal quale gli utenti possono comprare direttamente cliccando sul singolo Pin.

TikTok ha invece stretto una collaborazione con Shopify in modo che le aziende, collegando i propri account TikTok e Shopify, potranno rendere possibili gli acquisti dei loro prodotti sull’ormai popolare social made in Cina.

Ovviamente Facebook non si è certamente lasciato sfuggire l’occasione e ha lanciato a maggio l’annunciata funzionalità Facebook Shops grazie alla quale piccole e medie imprese possono creare negozi online su Facebook e Instagram.

 

E tu hai già la tua vetrina social?

Rivolgiti a noi, ti aiuteremo ad aprirne una!

Google My Business

Google My Business: l’importanza per la tua azienda agricola

Google My Business: perché e importante per la tua azienda agricola?

1) TI FAI TROVARE FACILMENTE:

Grazie a Google My Business potrai gratuitamente raggiungere i visitatori interessati alla tua azienda agricola che ti troveranno e ti raggiungeranno facilmente, seguendo le semplici indicazioni di Google Maps!

È un ottimo strumento di local marketing perché, registrandoti, potrai comparire tra i suggerimenti di coloro che si trovano vicino a te e che stanno cercando proprio realtà come la tua!

2) TI POTRANNO CONTATTARE CON UN SOLO CLICK:

Su Google My Business potrai inserire i tuoi contatti ovvero numero di telefono, sito internet, ma anche i tuoi orari che potrai aggiornare quando vorrai in modo molto semplice! Inoltre, questi contatti si presentano sotto forma di pulsanti, facili ed intuitivi, a prova di un semplice click!

3) RACCONTA E RACCONTANO DI TE:

Può essere un ottimo strumento per la tua azienda agricola, può essere una ottima vetrina online da arricchire con foto, sempre nuove, anche panoramiche! Queste foto possono essere inserite anche dai tuoi visitatori che potranno anche lasciare una recensione sempre grazie a questo stesso strumento.

Sappiamo che il passaparola e le testimonianze valgono molto, soprattutto sul web, quindi, se le foto sono belle, suggestive e le recensioni a 5 stelle, sarai sicuramente sulla buona strada, pronto ad aspettarti sempre più visitatori di conoscere la tua azienda agricola, il tuo angolo di paradiso.

Vuoi aprire la tua pagina Google My Business, ma non sai da che parte iniziare?

Rivolgiti a noi, sarà un gioco da ragazzi 😉

instagram azienda vitivinicola

COME PUO’ AIUTARTI INSTAGRAM PER LA TUA AZIENDA VITIVINICOLA?

COME PUO’ AIUTARTI INSTAGRAM PER LA TUA AZIENDA VITIVINICOLA?

Instagram può davvero fare la differenza!

Come? Ecco 3 strumenti:

  • FEED: è la tua vetrina digitale, dove i clienti possono scoprire i prodotti o servizi che offri. Devi ben curarla sia a livello estetico che di contenuti. Devi porre attenzione al dettaglio, scrivere delle didascalie che catturino l’attenzione dei tuoi follower oppure di coloro che arrivano a te grazie agli hashtag che hai inserito. Scegli il tuo stile, il tuo modo di comunicare che deve essere coerente con i valori del tuo brand. Cattura l’emozione che regala la natura in vigna, il dettaglio dell’etichetta del tuo ultimo vino, trasmetti il valore della tua produzione che sia biologica, biodinamica, sostenibile. Coinvolgi, informa, entusiasma.
  • STORIE: questo strumento permette di esprimersi in modo creativo. Per le aziende vitivinicole le stories possono essere veramente un ottimo strumento di marketing. Grazie a sondaggi sul vino o l’annata preferiti, video istantanei mentre si è intenti a vendemmiare, dirette durante fiere o degustazioni, panoramiche sui paesaggi dell’azienda, si può affascinare l’utente che ci segue e che sarà invogliato a far visita all’azienda. Le storie mostrano quello che succede dietro le quinte e fanno capire che dietro ad una bottiglia di vino ci sono persone, spesso famiglie, che con passione portano avanti una delle più belle tradizioni.
  • PUBBLICITA’: non dimentichiamo che su Instagram può aiutare molto la pubblicità. Sponsorizzare l’ultima annata disponibile, far conoscere le promozioni di Natale. Potrai creare delle vere e proprie campagne che ti aiuteranno a raggiungere più clienti, mirati, pronti ad acquistare il tuo prodotto. Potrai collegare la tua pubblicità ad una landing page ovvero ad un sito vetrina dove spiegherai meglio le tue offerte e le tue proposte del momento.

Sei pronto a creare la tua prima campagna social ma non sai da che parte cominciare?

Noi di 3Points ti daremo le giuste dritte!

 

 

sanremo 2021 social

Sanremo 2021 e la bomba social


Nonostante tutto, siamo giunti alla 71esima edizione del Festival di Sanremo.

Un’edizione senza pubblico e senza il consenso diretto della platea e dei suoi applausi più o meno fragorosi.

Un’edizione dove è il pubblico dei social e del second screen a determinare la buona riuscita o meno del programma.

Questa del 2021 è definita l’edizione più social di sempre: a suon di tweet, stories, hashtag di tendenza, il pubblico da casa esprime le sue preferenze o meno.

Quindi come è andata? Quindi veramente i dati confermano gli alti numeri di interazioni social?

Prendiamo in considerazione le prime due serate del Festival e il report pubblicato giovedì 4 marzo da Digitalic con i dati raccolti da Talkwalker sull’hashtag # Sanremo2021.

Se la matematica non è un’opinione sembrerebbe veramente così, ma attenzione che l’apparenza inganna. Questi numeri sono da interpretare.

Si parla di:

  • 1.2 milioni di post social pubblici (per capirci, quelli visibili a tutti, con l’icona del mondo);

  • 6.2 milioni di interazioni tra likes, retweet e commenti, numeri in crescita rispetto allo scorso anno di oltre il 100%

Complice il lockdown o la scelta dei big in gara, fatto è che i numeri ci sono e anche alti.

Attenzione però, perché non è tutto oro ciò che luccica.

I dati infatti non sono filtrati. Quindi contengono anche i post che non parlano di Sanremo, ma hanno usato l’hashtag #Sanremo2021 solo perché di tendenza.

Sempre dal report di Digitalic si legge che sono solo 80.000/11milioni di spettatori gli utenti unici che hanno condiviso contenuti su Sanremo. Non un gran numero.

Curiosità: chi ha condiviso di più?

Sempre secondo lo studio, è Trash Italiano a guadagnare il primo posto su Twitter come account con più condivisioni. I post sono ironici, sarcastici.

Molti sono post di critica, velata dalla battuta e molti i post di apprezzamento agli ospiti.

Su Instagram? Su Instagram #Sanremo2021 ha 45.941 post. Anche qui alcuni non sono collegati al Festival.

Passiamo al target: chi guarda Sanremo?

Più donne che uomini (61,2% dei profili social, con una età compresa fra i 25 e i 34 anni. I giovanissimi (18-24 anni) coprono poco più del 40% del pubblico social.

Festival via Rai Play invece registra un + 123% sul target 14-24 anni e il raddoppio del consumo da parte del target 25-34 anni rispetto allo scorso anno.

A percepire l’importanza di una campagna digital in vista di Sanremo 2021 è stata la rivista Rolling Stone.

Rolling Stone Italia ha chiesto a CreationDose di attivare una campagna di influencer marketing in occasione proprio del Festival.

In cosa consiste la strategia creata? Far cantare a 28 influencer marketing nelle loro Instagram Stories la loro canzone sanremese preferita, tra quelle delle scorse edizioni.

Obiettivi?

  • Indirizzare gli utenti sul sito web di Rolling Stones, nella sezione riservata a Sanremo;

  • Raggiungere e far interagire la Generazione z e Millennial

  • Dare giusto credito alla kermesse sanremese

Se anche tu vuoi definire la tua strategia di Content Marketing o migliorare la tua presenza sui social…

CONTATTACI

Hanno vinto i Maneskin, ma Orietta Berti resta la migliore! Cosa ne pensate?

dropshipping

Dropshipping: cos’è e come funziona


Il dropshipping è un modello di vendita online grazie al quale si può avviare la propria attività di e-commerce senza avere un negozio fisico. Basterà scegliere fornitori affidabili, che si occuperanno di procurare i prodotti e di spedirli al cliente. Analizziamo i pro e i contro di questa attività.

 

 

  • Se vuoi aprire un e-commerce con costi iniziali contenuti,
  • se vuoi un sistema low cost che sfrutti le potenzialità della rete e del digitale,

allora stai cercando il dropshipping!

Approfondiamo questo modello, riconosciuto a livello internazionale, considerando i vantaggi e gli svantaggi per i vari attori che ne prendono parte.

COSA È IL DROPSHIPPING

Il dropshipping è il sistema applicato all’e-commerce che permette di vendere prodotti senza averli in magazzino. Il venditore, quindi, non possiede materialmente gli articoli proposti nel proprio e-commerce, ma funge da intermediario tra i potenziali acquirenti e i fornitori, che dovrà scegliere con cura ed attenzione.

Inoltre, il fornitore sarà pagato soltanto una volta che la vendita sarà conclusa.

Il dropshipping risponde alla domanda: come posso vendere online senza rischiare di investire in merce che potrebbe rimanere invenduta e senza comprare o affittare un magazzino?

Proprio attraverso il sistema di dropshipping.

In questo modo:

  • Non rischiamo di avere merce invenduta
  • Non abbiamo costi alti iniziali, perché non dobbiamo pagare subito gli articoli che proponiamo e non abbiamo il costo del magazzino fisico
  • Non abbiamo problemi logistici perché sarà lo stesso fornitore ad occuparsi dell’impacchettamento e delle spedizioni

L’unica cosa che il venditore deve fare è implementare una efficace strategia di marketing per far conoscere il suo negozio online e, con i primi ordini, dovrà gestire gli ordini della merce richiesta presso i suoi fornitori. Sarà poi il fornitore ad occuparsi della spedizione degli articoli al cliente.

COME FUNZIONA?

Non ti è ancora chiaro? Ecco un esempio.

Mario decide di aprire un e-commerce con il sistema del dropshipping. Decide di vendere prodotti per la casa.

Ecco cosa dovrà fare:

  • trovare dei fornitori affidabili, con i quali stipulerà un accordo commerciale, in un’ottica di mutuo vantaggio;
  • trovati i fornitori, Mario è pronto per partire e andare online!
  • Si affida a dei professionisti per la creazione del suo e-commerce low cost.

Grazie alla giusta strategia di marketing, Mario sta avendo grande successo con il suo negozio online!

Sara, appassionata di complementi d’arredo, è interessata ad una splendida tovaglia ricamata che ha visto solo sull’e-commerce di Mario e decide di procedere all’acquisto.

Sara non sta comprando direttamente dal negozio online di Mario, che, infatti, non possiede l’articolo scelto da lei.

Il prodotto è ancora in possesso del fornitore che preparerà il pacchetto e lo spedirà a Sara.

Sara, però, ha effettuato il pagamento sul portale di Mario: per la sua tovaglia ricamata ha speso solo 20€ , ottimo affare! Solo in questo momento Mario pagherà il suo fornitore a cui andranno 15€, che è il prezzo all’ingrosso che il fornitore ha riservato in esclusiva a Mario, suo bravissimo intermediario. Quindi Mario ha guadagnato 5€ dalla vendita a Sara della tovaglia ricamata tramite il sistema del dropshipping.

Semplice, no?

LE PROBLEMATICHE DEL DROPSHIPPING

La cosa più difficile per l’intermediario è trovare fornitori affidabili con prodotti che rispettino effettivamente la qualità desiderata e richiesta.

Dal punto di vista economico, a conti fatti, il guadagno, soprattutto all’inizio, è abbastanza basso per l’intermediario. Ma questo può soltanto spingere a fare di più e a far sì che le vendite aumentino!

Inoltre, dalla parte dei clienti, bisogna stare attenti agli intermediari malintenzionati che potrebbero incassare tutto senza inoltrare l’ordine al fornitore. Oppure, dalla parte degli intermediari, potrebbero esserci fornitori che vorrebbero essere pagati mensilmente, o, ancora, se si offre come modalità di pagamento per i clienti il bonifico, potrebbero esserci clienti che dimenticano (in buona fede o no) di effettuare il pagamento, nonostante la consegna della merce.

Comunque sia il dropshipping è davvero un ottimo sistema per vendere online e lanciarsi in un nuovo business oppure estendere quello che si è già avviato offline.

Curioso? Vuoi saperne di più?

CONTATTACI


 

call to action

L’IMPORTANZA DELLE CALL TO ACTION


Acquista ora”, “Registrati qui”, “Iscriviti!”.

Questi sono tutti esempi di Call To Action.

COSA È UNA CALL TO ACTION?

Una Call To Action è un invito all’azione. È un elemento necessario e fondamentale nelle campagne di inbound marketing cioè in quelle strategie di marketing create per attrarre utenti e convertirli in clienti.

La Call To Action è compresa in ogni canale di entrata di nuovi clienti: siti web, DEM, social.

Sarà la giusta Call To Action a fare la differenza tra voi e un vostro concorrente.

COME SI RICONOSCE UNA CALL TO ACTION?

Una Call to Action è il giusto mix tra grafica e testo.

Le più comuni sono formate da un verbo imperativo inserito all’interno di un bottone su cui siamo chiamati a fare click. Colori e testi sono tutti attentamente studiati per sedurre e persuadere chi leggerà la Call To Action. Più la Call To Action propone contenuti in grado di dare un qualcosa in più al visitatore e più sarà efficace.

Questo tipo di Call To Action ha come obiettivo quello di condurre l’utente alla sottoscrizione di abbonamenti, download, ma anche richiesta di donazioni o acquisto di prodotti.

Ci sono poi Call to Action che chiamano ad un’azione meno impegnativa per l’utente, ma hanno sempre l’obiettivo di acquisire lead. Sono di questo tipo le Call To Action che invitano a mettere un like su una pagina oppure a condividere sui social il contenuto dell’ azienda oppure invitano a leggere un articolo. In questo caso la Call To Action è ti tipo testuale.

DOVE TROVO LE CALL TO ACTION?

Dove posizionare la Call To Action è una delle cose più importanti.

Di solito si trovano above the fold ovvero nel posto dove il visitatore può vederla senza dover far scorrere troppo la pagina. Se però quello che offriamo deve essere spiegato con più dettagli, allora meglio inserire la Call To Action below the fold.

Ovviamente in tutti i casi è consigliabile fare dei test: posizionare Call To Action in diversi posti, per esempio, in una landing page e misurare il tasso di conversione è la cosa giusta da fare.

ESEMPI NON CONVENZIONALI DI CALL TO ACTION?

Sicuramente l’azione di marketing sui social di Unieuro, la catena italiana di elettronica ed elettrodomestici, è uno degli esempi più recenti di come creare Call To Action davvero divertenti e non comuni. I post di Unieuro invitano all’azione, all’interazione e all’acquisto, facendo entrare il visitatore in un vortice di commenti scritti e pensati in maniera, secondo mio parere, magistrale, arrivando ad accostare persino una piastra per capelli ad un Kebab.

Il rischio di strategie di questo tipo è di non centrare l’obiettivo e creare solo like senza acquisire veri clienti. Ma, se costruite bene, come nel caso Unieuro, il beneficio è enorme, come aumentare le interazioni e fare sold out di lavatrici: “La notizia che non pensavo potesse mai arrivare è arrivata. Raga è successo, è successo davvero. In questo momento abbiamo finito le lavatrici. Mi sento tipo in una capsula di vita in cui il tempo viene scandito solo da un’eterna ripetizione del rigore di Grosso. E tutto questo me lo sta dando una lavatrice. Anzi. Il post su una lavatrice», questa la risposta del social media manager/genio, a suon di post ovviamente — post Unieuro

Che dire a questo punto se non…

CONTATTACI  se vuoi anche TU attirare i tuoi futuri CLIENTI facendoli divertire!

Google My Business: la tua vetrina online n°1!


In questo momento storico, più che mai, abbiamo capito l’importanza di essere presenti e visibili online e Google My Business è il primo strumento che ti può rendere visibile in rete.

Molti piccoli imprenditori, nell’era COVID, si sono trovati di fronte ad una situazione difficile da gestire ovvero una situazione che ha visto cambiare le normali abitudini di acquisto dei loro clienti o potenziali tali.

Se prima c’era il consumatore abituato a recarsi di persona alla piccola bottega alimentare o artigiana oppure quello che amava cambiare ristorante o pizzeria ogni week end., adesso c’è il consumatore che, magari dopo una passaggio dalla propria bacheca Facebook o un passaparola tra amici su un gruppo WhatsApp, apre Google, il motore di ricerca più diffuso, inizia la sua ricerca inserendo una o più parole chiave, visita sito internet, o pagine social, legge le recensioni e, se interessato e attratto dalle foto e da titoli accattivanti, manda una mail, un messaggio istantaneo oppure, più raramente, chiama per avere informazioni sul prodotto o servizio che cercava.

La domanda sorge spontanea: se la tua attività non è su Google, non ha sito internet e pagine social, cosa succede?

La risposta è semplice: è come se non esistessi! Sconvolgente, ma è la nuda e cruda verità.

Sito internet e pagine social sono importanti, ma possono rappresentare uno step successivo (nemmeno più di tanto a dir la verità).

Quello che, però, sicuramente non può mancare è la tua presenza chiara su Google, la tua vetrina online, in una parola sola: Google My Business.

Google My Business è lo strumento fornito gratuitamente da Google, lanciato l’11 Giugno del 2014, e pensato come un modo semplice ed immediato per trovare e farsi trovare, sempre e ovunque.

Maggiori informazioni

Google My Business, se sfruttato al meglio, ha tantissime potenzialità:

  • Da visibilità on line alle aziende di ogni dimensione, gratuitamente
  • Può davvero aiutare le attività commerciali, anche le piccolissime, ad avere successo!

Aprire Google My Business è semplice, ma, proprio come una vetrina di un negozio, se non curato, aggiornato e ben gestito, può essere anche controproducente. Quindi attenzione a tutti i dettagli, ad inserire i dati corretti (numero di telefono, indirizzo, ecc.) e a scegliere le foto giuste, che non siano fuorvianti, ma che effettivamente rappresentino la tua realtà.

CONTATTACI se vuoi vederci chiaro oppure se vuoi affidare ad un professionista l’apertura e la gestione di Google My Business! Ti aiuteremo e ti daremo i suggerimenti per la creazione di una vetrina da urlo.

La reazione dei tuoi concorrenti quando la vedranno?? 

Vuoi dare una spinta al tuo business? Crea una Landing Page!


Tra i più importanti obiettivi di ogni imprenditore c’è la necessità di far conoscere al pubblico i prodotti e/o servizi offerti e condurre all’acquisto più persone possibili.

Se una persona decide di spendere tempo e denaro per scoprire e acquistare il tuo prodotto, vuol dire che sei riuscito a convincerla o, meglio, sei riuscito ad intercettare esattamente il suo bisogno.

Ecco, in questo articolo ti spiegheremo, in poche parole, come lo strumento della Landing Page ti può essere di aiuto e di supporto per convincere i tuoi potenziali clienti ed incrementare le tue vendite.

Landing page significa letteralmente “pagina di atterraggio”.

Non è altro che “una pagina web, che vuole fornire la migliore risposta ai bisogni di una persona, creando un rapporto 1-1 di fiducia e vantaggio reciproco” (Orlandini, Luca. “Landing page efficace. Hoepli, 2016)

La landing page è il risultato tangibile di numerose tecniche di comunicazione e di marketing tutte orientate a far sì che, senza troppi orpelli ed in maniera diretta, possa essere lanciato un messaggio chiaro e preciso che porti l’utente ad un’azione finale ovvero l’acquisto del prodotto e/o servizio.

Mentre il sito web rappresenta la vetrina dell’azienda, dove poter raccontare la storia, i prodotti, i valori, la landing page è il mezzo attraverso il quale le piccole e medie imprese possono portare a casa risultati concreti convertendo i visitatori in clienti.

Se i problemi sono fatti per essere risolti, la soluzione devi essere tu.

Le più efficaci landing page, a nostro avviso, sono quelle costruite su misura per quelle persone che sono già pronte all’acquisto, che sanno già cosa vogliono, e devono solo essere convinte che il nostro prodotto e/o servizio sia il migliore! Sono più lunghe e più complesse da creare, anche perché, prima, è necessario definire in maniera dettagliata il target. Sono, però, anche quelle che portano migliori risultati, di qualità.

Devi costruire la landing page in modo che

  • Sia semplice da comprendere, in pochi secondi!
  • Sia rassicurante e descriva il prodotto/servizio offerto in maniera semplice e chiara
  • Dia fiducia all’utente, anche inserendo loghi, certificazioni: deve emergere la tua affidabilità

Una volta pronta la tua landing page, non dovrai fare altro che studiare il modo per far atterrare i tuoi potenziali clienti sulla pista giusta, la tua, e non farli scappare su un altro aereo, quello del concorrente!

Vuoi costruire anche tu la migliore landing page per la tua azienda?

CONTATTACI!

DIGITAL

Digital Marketing: alcune tendenze nel 2021


Anche nel campo del digital marketing il 2021 non può prescindere dall’arrivo del COVID-19.

Tutti noi, da quasi un anno, passiamo sicuramente più tempo a casa, senza possibilità di avere relazioni con amici, parenti, e questo comporta un utilizzo sempre più frequente di video online per diversi motivo: comunicare con gli altri, informarsi, divertirsi.

Nell’ultimo Cisco Annual Internet Report si legge che nel 2022 più dell’80% del traffico internet dei consumatori sarà conseguenza dei video online. I numeri potrebbero essere ancora più alti se si pensa la grande corsa alla digitalizzazione di questi ultimi mesi proprio a causa della pandemia.

Cosa interessante è che la quarantena forzata ha favorito l’utilizzo degli schermi TV ovvero sempre a più persone piace utilizzare questo strumento per guardare video oppure sempre più persone si collegano a YouTube dalla propria Smart Tv (anche qui 80% in più rispetto al 2019).

Sapete cosa vuol dire tutto questo per le imprese? Vuol dire avvicinarsi ad un nuovo modo di comunicare il proprio brand, vuol dire capire che non possiamo affidarci più soltanto ad un’inserzione sul quotidiano locale. Adesso più che mai è necessario andare oltre i confini della nostra immaginazione, soprattutto se stiamo parlando di piccole o piccolissime imprese, e cavalcare l’onda o meglio la rete che si sta facendo sempre più veloce e capillare.

Creare contenuti innovativi, video brevi per raccontare chi siamo e cosa facciamo, aprire un proprio canale su YouTube, perché no!

Sul nostro profilo Instagram @3pointsdigitalagency potete vedere uno dei video che abbiamo realizzato per un’azienda vitivinicola sulle colline toscane.

Oltre a video e foto creiamo grafiche, contenuti e testi per raccontare al meglio quello che siete!

Contattateci per maggiori informazioni: https://www.3pointsdigitalagency.com/contattaci/

digital whatsapp business

Digital

WhatsApp Business


WhatsApp, la famosissima applicazione di messaggistica istantanea, è pane quotidiano per molti di noi. Intere generazioni sono state travolte completamente da questo modo di comunicare, semplice, simpatico, efficace, che in pochi anni ha rivoluzionato le nostre vite.

Ha reso vicine persone lontane; ha facilitato le discussioni tra gruppi di persone (su questo ultimo aspetto ci siamo fatti prendere un po’ la mano a dir la verità); ha fatto sentire meno sole intere famiglie sparse per il mondo durante lunghe quarantene; ha permesso di trasmettere foto e video in pochissimi secondi.

Insomma, la domanda sorge spontanea: come facevamo prima, senza WhatsApp?

Dal 2018 è entrata in scena anche WhatsApp Business, ovvero la versione per aziende. Veramente interessante, oggi conta più di 50 milioni di utenti in tutto il mondo, ma ancora non tutte le piccole realtà, a cui è principalmente rivolta, la conoscono.

WhatsApp Business è stata creata con l’idea di permettere a tutte le aziende di comunicare in maniera efficiente e professionale con i loro clienti, attraverso una chat appunto.

Come funziona? Dopo averla scaricata sul proprio smartphone, con sistema Android o iOS che sia, si deve associare un numero di telefono. Si può avere sullo stesso smartphone sia WhatsApp Messenger che WhatsApp Business, l’importante è che siano abbinati numeri diversi. Inoltre, si può usare via web.

Successivamente l’applicazione chiederà di inserire alcune informazioni riguardanti l’azienda: nome, indirizzo, settore, e-mail e sito web. Queste informazioni di contatto saranno visibili facilmente, così da essere a portata di mano del cliente.

Quali sono le funzioni davvero vantaggiose ed esclusive per le aziende?

Con WhatsApp Business l’azienda potrà creare messaggi di risposta automatica per quando si è impossibilitati a rispondere ad una richiesta del cliente che, in questo modo, si sentirà comunque coinvolto e ascoltato. WhatsApp Business permette di impostare messaggi di saluto e anche di salvare i messaggi che più comunemente sono scritti, per essere rapidi nella risposta.

Inoltre, sono disponibili statistiche, importanti strumenti per monitorare il livello di interazione e quindi di coinvolgimento e di soddisfazione dei clienti.

WhatsApp Business è senz’altro un vero e proprio valido aiuto per le aziende anche piccole che possono curare con precisione, semplicità e a basso costo i rapporti con i propri clienti che sempre in maggior numero preferiscono scrivere piuttosto che chiamare per chiedere informazioni.