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Spotify Ad Studio: cambia il modo di fare pubblicità per le pmi

Presentata anche in Italia Ad Studio, per avvicinare anche le pmi al nuovo modo di fare pubblicità

Ad Studio è la piattaforma self-service che consente, con un piccolo investimento, di creare spot pubblicitari originali che saranno trasmessi su Spotify.

Finalmente è ufficiale: Ad Studio è stata lanciata anche in Italia e cambierà sicuramente il modo di fare pubblicità anche per le aziende più piccole.

Perché è così importante?

Partiamo dai numeri. 69 minuti trascorsi in media ad ascoltare musica ogni giorno in Italia da Spotify, contro i 61 passati alla radio.

61% degli utenti Spotify Free in Italia ascolta da mobile (siamo tecnologici!)

La risposta è ovvia: ad oggi, con l’avvento delle storie Instagram, TikTok e Spotify, sempre più persone si trovano ad utilizzare il proprio dispositivo mobile per riprodurre video, ma anche audio.

In auto, a casa, sotto la doccia, dobbiamo ammettere che Spotify è il sottofondo musicale di molti momenti di quotidiana follia.

Va da sé che diventa anche il luogo dove poter intercettare facilmente il tuo pubblico.

Per questo nasce Ad Studio, la piattaforma self-service che aiuta le aziende a raggiungere il proprio pubblico ovunque.

La vera rivoluzione sta in questo:

  1. Self-service e facile da usare à basta iscriversi creando un account Ad Studio e potrai poi decidere tu il targeting, le campagne pubblicitarie e monitorare i report. Se non hai annuncio audio o video possono aiutarti a crearlo in 24 ore.
  2. Facile definire il pubblico da raggiungere à efficaci strumenti di targeting a disposizione
  3. Piccolo investimento, massimo risultato à puoi iniziare con 250 €

A noi che piace parlare tanto e ascoltare tanta musica, sembra una bella opportunità soprattutto per le piccole aziende che hanno bisogno di farsi conoscere ad un pubblico più vasto.

 

Se hai bisogno di una mano per iniziare questa avventura, siamo qui! 😊

 

 

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Digital Transformation 2021

Digital Transformation: 2021

Il 2020 è stato un anno complesso, ma era iniziato con grandi speranze per il settore digitale.

Nei primi mesi del 2020, infatti il World Economic Forum, aveva stimato una crescita di 100 trilioni di dollari entro il 2025 grazie proprio alla Digital Transformation. La pandemia, poi, ha rallentato la corsa.

Ma non tutto è andato perso! Cosa succede in Italia, per esempio?

Il divario tra il nostro Paese e gli altri dell’Unione Europea è, certo, ancora importante.

Il Digital Economy and Society Index del 2020 vede l’Italia in terzultima posizione UE.

I motivi sono da addebitare in parte anche alla mancanza di specialisti ICT nel nostro Paese rispetto alla media europea, quindi un basso livello di istruzione in questo settore, nonostante l’eccellenza dei corsi di studi presenti.

Secondo la Digital Business Transformation Survey di The Innovation Group il mercato digitale in Italia crescerà del 4.2% nel 2021. Cresce soprattutto il mercato delle nuove tecnologie digitali (Cloud, 5G, Blockchain, ecc.).

Stiamo assistendo ad una fase ascendente di maggiore propensione al mercato digitale.

Tra i fattori trainanti si evidenziano:

  • L’emergenza sanitaria, che ha condotto molte imprese all’accelerazione della trasformazione digitale del loro business
  • Più investimenti in attività e progetti sostenibili
  • Più investimenti in Cloud, Sicurezza, ma anche in desktop, notebook e smartphone complice anche lo smart working
  • Volontà di utilizzare sempre più consapevolmente strumenti di Intelligenza Artificiale
  • Cambiamento culturale, cambi generazionali che favoriscono il cambiamento e percorsi di trasformazione a favore di una maggiore digitalizzazione.

 

May edition news

3Points, 3 news – May edition

3Points, 3 news – May edition

Notizie che ci piacciono dal mondo digital, food e wine

  1. Quando si dice tagliato su misura. Bella ed elegante la bottiglia di Sacrifizio, vino rosso, taglio bordolese, Merlot e Cabernet Franc friuliano, prodotto da Tenuta Colpaola e vestito da Tombolini, grazie ad un’insolita e quanto mai indovinata collaborazione tra questi due brand marchigiani, entrambi eccellenze e sinonimo di artigianalità. Tenuta Colpaola, intreccia le passioni per l’agricoltura, il vino e il territorio dando vita ad ottimi prodotti. Tombolini, nella moda da oltre cinquanta anni, riesce a mixare eleganza e contemporaneità. Così nasce Sacrifizio, il vino con l’accessorio e solo di quello si veste: di un comodo foulard, che da prezioso salvagoccia si fa indossare come pochette da taschino o da polso. Bravi, ottima idea, partnership perfettamente riuscita.
  2. Ho trovato lavoro su TikTok. Un giorno potremmo sentire questa frase. Sì, perché secondo Axios, TikTok sta mettendo a punto un nuovo strumento di recruiting che dovrebbe permettere alle aziende di caricare offerte di lavoro sulla sua piattaforma. Questo strumento sarebbe ospitato su un sito Web esterno accessibile tramite l’app TikTok. Il pubblico? Senza dubbio sarà la Gen-Z a sfruttare tale sistema. Gli utenti potranno scegliere di candidarsi a un lavoro inviando un breve video in stile TikTok. Le posizioni lavorative aperte sulla piattaforma saranno principalmente dedicate a posizioni Junior. Se tutto andrà come deve andare sarà una vera e propria rivoluzione per il mondo del recruiting, mettendo al primo posto i video CV. Cosa ne pensate?
  3. L’accoppiata vincente di cui non sapevi di aver bisogno: Nutella e Chiquita insieme, a tavola. I due pilastri del settore alimentare hanno annunciato di collaborare per stupire il pubblico e le loro fanbase. Molti dei sostenitori di entrambi i marchi agognavano da tempo questa partnership. Come dichiarato da Jamie Postell, vice president of sales di Chiquita per l’America del Nord: “Abbiamo assistito a una crescente domanda attraverso blog e siti di ricette per ricette che mettessero insieme banane Chiquita e Nutella, quindi siamo felici di offrire questa partnership tanto attesa dai nostri fan!”.                                                              Il segreto del successo? I motivi sono tanti, ma sicuramente è importante il fatto che sia Nutella che Chiquita si rivolgano a famiglie e siano destinate ad essere utilizzate e collegate a momenti speciali in famiglia. I due brand condividono anche lo stesso tono di voce e hanno un’identità che è coerente con quello che esprimono.
social commerce

Social Commerce: presente e futuro

Social Commerce: sempre più persone decidono di effettuare acquisti direttamente dai social. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Parlano i dati: secondo il report Social Commerce – Global Market Trajectory & Analytics, pubblicato ad Aprile da Research & Markets, si parla di un valore pari a 89,4 miliardi di dollari per il mercato del Social Commerce.

COSA È IL SOCIAL COMMERCE?

In poche parole, non è altro che commercio che sviluppa tutte le sue fasi direttamente sui Social Media.

Si pensa che presto riuscirà a superare di importanza le classiche piattaforme e-commerce, diventando il canale di vendita primario soprattutto per le piccole e medie imprese.

Già, proprio per questa ultima categoria di realtà imprenditoriale, il Social Commerce potrebbe fare la differenza. Ovviamente, lo shop sui social diventerebbe, così, una vera e propria vetrina, parallela a quella fisica di un eventuale negozio, quindi richiederà in ogni caso la massima cura ed attenzione ai dettagli, alle indicazioni dei vari prezzi, alla gestione degli ordini e dei pagamenti, alle fotografie che dovranno essere ad alta definizione e professionali.

LE PIATTAFORME E LA LORO RISPOSTA AL SOCIAL COMMERCE

Partiamo con Pinterest, il social network che unisce la passione per le foto e per gli interessi.

Da qualche mese notiamo la presenza della tab “Shop” cioè un vero e proprio catalogo online dal quale gli utenti possono comprare direttamente cliccando sul singolo Pin.

TikTok ha invece stretto una collaborazione con Shopify in modo che le aziende, collegando i propri account TikTok e Shopify, potranno rendere possibili gli acquisti dei loro prodotti sull’ormai popolare social made in Cina.

Ovviamente Facebook non si è certamente lasciato sfuggire l’occasione e ha lanciato a maggio l’annunciata funzionalità Facebook Shops grazie alla quale piccole e medie imprese possono creare negozi online su Facebook e Instagram.

 

E tu hai già la tua vetrina social?

Rivolgiti a noi, ti aiuteremo ad aprirne una!

Video strumento di marketing

Il video come ottimo strumento di marketing per i tuoi prodotti agricoli

Il video come ottimo strumento di marketing per i tuoi prodotti agricoli

Sempre di più i video stanno diventando un importante strumento di marketing da tenere in considerazione se si vuole promuovere il proprio prodotto agricolo.

Parlano i dati: secondo il Report 2020 di We are social, in Italia, per il secondo anno consecutivo, è YouTube il social più amato e più utilizzato.

Lo segue a ruota la famiglia Facebook, con il maggior incremento registrato da Instagram, che passa dal 55% al 64% in termini di utilizzo. Non possiamo, poi, non parlare del fenomeno TikTok, il social dove ti trovi a scorrere velocemente tra un video e l’altro, e che, alla prima rilevazione in Italia, registra una adozione già all’11%. Perché il successo di YouTube e dei video in generale?

 

Non è solo, anzi assolutamente, il desiderio di rimanere connessi con amici, parenti, colleghi, ma è più la ricerca del divertimento e dell’intrattenimento oltre che dell’interesse e della curiosità di scoprire cose nuove tramite video tutorial o di approfondimento in generale.

 

Il video può diventare uno degli strumenti fondamentali per la tua strategia di comunicazione e per il racconto della tua azienda.

 

Hai paura di spendere troppi soldi?

Un passo alla volta: prima di tutto, pensa a trovare una buona idea!

 

Domandati: cosa potrebbe interessare alle persone della mia azienda?

Per rispondere a questa domanda devi pensare a cosa potrebbe incuriosire, arricchire l’utente/potenziale cliente e a come puoi trasmettere il messaggio.

Non devi perdere di vista chi sei! L’azienda sei tu, la tua famiglia, il tuo staff, il tuo lavoro è la tua passione ed è questo che devi trasmettere.

Le persone devono capire che un’azienda agricola non è una realtà come tutte le altre, ma è una delle poche in cui vedi crescere giorno dopo giorno il frutto della tua fatica, lentamente, spontaneamente, con pazienza ed amore. Questi sentimenti, questa spontaneità deve trapelare dal tuo video.

 

Alcune idee?

  • Racconta la storia della tua azienda, soprattutto se ha origini storiche
  • Presenta la tua famiglia e il tuo staff in una giornata di lavoro: alle persone piace scoprire chi c’è dietro le quinte!
  • Presenta i tuoi prodotti direttamente dal palco più importante, ovvero dalla terra dove nascono e crescono

Prima di iniziare a girare capisci bene il tuo obiettivo.

Pensa se vuoi cambiare o rendere più forte il posizionamento sul mercato del tuo brand oppure se vuoi aumentare le visite alla tua azienda, oppure se vuoi convincere i tuoi potenziali clienti a visitare la tua azienda agricola.

 

ATTENZIONE A DOVE PUBBLICHI

YouTube è sicuramente il canale più importante su cui condividere video, essendo nato per quello. Il vero potere di YouTube è il fatto che i suoi utenti sono disposti a spendere il proprio tempo per vedere un video anche abbastanza lungo o molto lungo.
Studi Nielsen rivelano che l’attenzione nei confronti dei video su YouTube è quasi due volte superiore rispetto a quella verso i video sui social.
YouTube, quindi, è il luogo giusto per far fermare gli utenti a vedere qualcosa che riguarda di più la tua azienda.

 

Di contro per un video su Facebook l’attenzione è intorno ai 10 secondi, ma non vuol dire che siano video meno efficaci

Insomma: decidi cosa vuoi e come vuoi arrivare al tuo obiettivo.

 

Pronti? Ciak si gira!

3Points news

3Points, 3 news – April edition

3Points, 3 news – April edition

Notizie che ci piacciono! News dal mondo food and wine.

Scopri insieme a noi 3 news dal mondo food and wine

  1. IV gamma e il calo 2020:

Un recente report ISMEA ci mostra come nel 2020 gli italiani abbiano preferito gli ortaggi sfusi ai prodotti di IV gamma ovvero quelli già lavati, pronti all’uso. Sicuramente la pandemia, la chiusura forzata e il maggior tempo a disposizione tra le mura domestiche, hanno giocato un ruolo fondamentale in questo risultato positivo a favore delle verdure fresche, da lavare, cucinare e gustare con la famiglia. La IV gamma ha così evidenziato il suo primo calo nel 2020: – 4,1% dei volumi venduti e ben – 5,6 % in termini di spesa. Di contro, gli ortaggi freschi hanno registrato un incremento del 10,7% per quanto riguarda gli acquisti in volume e del 10,5% in valore.

Qui il link al report completo: al report ISMEA

2. La strategia post Covid per le aziende vitivinicole: 

Vogliamo condividere con voi un’interessante intervista da Il Sole 24 ore online che ha come protagonista Beniamino Garofalo, CEO del Gruppo vinicolo Santa Margherita. Garofalo riflette su quanto siano cambiate le abitudini dei consumatori e su quanto debba essere modificata, di conseguenza, la strategia di marketing delle aziende del comparto vitivinicolo. La sfida sarà riuscire a colmare il vuoto lasciato negli ultimi mesi dal comparto Horeca. Per riuscire nell’intento, secondo l’ad, serve un cambio di prospettiva dal B2B al B2C in modo da instaurare un rapporto più confidenziale e di fidelizzazione con il consumatore.

Per leggere l’intervista completa, ecco il link: Il Sole 24 ore – intervista a Beniamino Garofalo

3. Vinitaly 2022:

La 54° edizione del Salone Internazionale dei Vini e distillati si svolgerà in dal 10 al 13 Aprile 2022. Quattro giornate e sei aree tematiche: Vinitalybio, International wine, Vinitaly Tasting, Vinitaly Design, Micro Mega Wines, Enolitech. Come si dice in questi casi: save the date!

Nell’attesa, però, ci sarà un’edizione speciale rigorosamente B2B che si svolgerà in presenza a Verona dal 16 al 18 ottobre. Un modo per riallacciare pian piano i rapporti commerciali nazionali e internazionali.

Intanto per organizzare la vostra visita al Vinitaly 2022 tenete d’occhio il sito ufficiale: Vinitaly

Google My Business

Google My Business: l’importanza per la tua azienda agricola

Google My Business: perché e importante per la tua azienda agricola?

1) TI FAI TROVARE FACILMENTE:

Grazie a Google My Business potrai gratuitamente raggiungere i visitatori interessati alla tua azienda agricola che ti troveranno e ti raggiungeranno facilmente, seguendo le semplici indicazioni di Google Maps!

È un ottimo strumento di local marketing perché, registrandoti, potrai comparire tra i suggerimenti di coloro che si trovano vicino a te e che stanno cercando proprio realtà come la tua!

2) TI POTRANNO CONTATTARE CON UN SOLO CLICK:

Su Google My Business potrai inserire i tuoi contatti ovvero numero di telefono, sito internet, ma anche i tuoi orari che potrai aggiornare quando vorrai in modo molto semplice! Inoltre, questi contatti si presentano sotto forma di pulsanti, facili ed intuitivi, a prova di un semplice click!

3) RACCONTA E RACCONTANO DI TE:

Può essere un ottimo strumento per la tua azienda agricola, può essere una ottima vetrina online da arricchire con foto, sempre nuove, anche panoramiche! Queste foto possono essere inserite anche dai tuoi visitatori che potranno anche lasciare una recensione sempre grazie a questo stesso strumento.

Sappiamo che il passaparola e le testimonianze valgono molto, soprattutto sul web, quindi, se le foto sono belle, suggestive e le recensioni a 5 stelle, sarai sicuramente sulla buona strada, pronto ad aspettarti sempre più visitatori di conoscere la tua azienda agricola, il tuo angolo di paradiso.

Vuoi aprire la tua pagina Google My Business, ma non sai da che parte iniziare?

Rivolgiti a noi, sarà un gioco da ragazzi 😉

instagram azienda vitivinicola

COME PUO’ AIUTARTI INSTAGRAM PER LA TUA AZIENDA VITIVINICOLA?

COME PUO’ AIUTARTI INSTAGRAM PER LA TUA AZIENDA VITIVINICOLA?

Instagram può davvero fare la differenza!

Come? Ecco 3 strumenti:

  • FEED: è la tua vetrina digitale, dove i clienti possono scoprire i prodotti o servizi che offri. Devi ben curarla sia a livello estetico che di contenuti. Devi porre attenzione al dettaglio, scrivere delle didascalie che catturino l’attenzione dei tuoi follower oppure di coloro che arrivano a te grazie agli hashtag che hai inserito. Scegli il tuo stile, il tuo modo di comunicare che deve essere coerente con i valori del tuo brand. Cattura l’emozione che regala la natura in vigna, il dettaglio dell’etichetta del tuo ultimo vino, trasmetti il valore della tua produzione che sia biologica, biodinamica, sostenibile. Coinvolgi, informa, entusiasma.
  • STORIE: questo strumento permette di esprimersi in modo creativo. Per le aziende vitivinicole le stories possono essere veramente un ottimo strumento di marketing. Grazie a sondaggi sul vino o l’annata preferiti, video istantanei mentre si è intenti a vendemmiare, dirette durante fiere o degustazioni, panoramiche sui paesaggi dell’azienda, si può affascinare l’utente che ci segue e che sarà invogliato a far visita all’azienda. Le storie mostrano quello che succede dietro le quinte e fanno capire che dietro ad una bottiglia di vino ci sono persone, spesso famiglie, che con passione portano avanti una delle più belle tradizioni.
  • PUBBLICITA’: non dimentichiamo che su Instagram può aiutare molto la pubblicità. Sponsorizzare l’ultima annata disponibile, far conoscere le promozioni di Natale. Potrai creare delle vere e proprie campagne che ti aiuteranno a raggiungere più clienti, mirati, pronti ad acquistare il tuo prodotto. Potrai collegare la tua pubblicità ad una landing page ovvero ad un sito vetrina dove spiegherai meglio le tue offerte e le tue proposte del momento.

Sei pronto a creare la tua prima campagna social ma non sai da che parte cominciare?

Noi di 3Points ti daremo le giuste dritte!

 

 

Pasqua del mio stivale!

Pasqua del mio stivale!

3 dolci tipici da nord a sud per raccontare questa festa.

La Pasqua non scherza in quanto a dolci tradizionali!
Sarà il periodo dell’anno in cui si celebra, primavera più o meno inoltrata, fatto sta che tra Pasqua e Pasquetta l’appetito vien mangiando tra una sorpresa e l’altra!

Fiumi di cioccolata a parte, abbiamo scelto 3 dolci che sono sinonimo di Pasqua rispettivamente al nord, al centro e al sud Italia.

1) La Colomba: simbolo di pace e della Pasqua. Famosa e apprezzata ormai in tutta Italia, non dimentichiamo che il dolce ha origini lombarde. Venne creata per la prima volta a Milano nel secolo scorso. E’ un lievitato leggero, simile al panettone. La ricetta originale prevede scorze d’arancia candita e  glassa di zucchero e mandorle a coprire.

2) La Schiacciata di Pasqua : sulle tavole toscane non può mancare questo lievitato dal profumo di anice, fiori d’arancio, mix perfetto di aromi che si intona con i primi freschi sentori primaverili. Dolce per la colazione di Pasqua, prevede una preparazione lunga, con l’utilizzo di molte uova, e  delicata. Ma il risultato ripaga tutti gli sforzi! Ottima cotta in forno a legna!

3) La Pastiera: dolce della tradizione napoletana, dall’inconfondibile profumo di cannella e fior d’arancio, che pervade tutta la casa. Molte sono le versioni che potete trovare nelle pasticcerie della città, ma la ricetta tradizionale prevede una base di pasta frolla con all’interno questo composto di grano cotto nel latte, ricotta, canditi e aromi caratteristici.

Seguici sui social e contattaci per i tuoi contenuti! Pasqua del mio stivale – 3Points on Instagram – seguici!

sanremo 2021 social

Sanremo 2021 e la bomba social


Nonostante tutto, siamo giunti alla 71esima edizione del Festival di Sanremo.

Un’edizione senza pubblico e senza il consenso diretto della platea e dei suoi applausi più o meno fragorosi.

Un’edizione dove è il pubblico dei social e del second screen a determinare la buona riuscita o meno del programma.

Questa del 2021 è definita l’edizione più social di sempre: a suon di tweet, stories, hashtag di tendenza, il pubblico da casa esprime le sue preferenze o meno.

Quindi come è andata? Quindi veramente i dati confermano gli alti numeri di interazioni social?

Prendiamo in considerazione le prime due serate del Festival e il report pubblicato giovedì 4 marzo da Digitalic con i dati raccolti da Talkwalker sull’hashtag # Sanremo2021.

Se la matematica non è un’opinione sembrerebbe veramente così, ma attenzione che l’apparenza inganna. Questi numeri sono da interpretare.

Si parla di:

  • 1.2 milioni di post social pubblici (per capirci, quelli visibili a tutti, con l’icona del mondo);

  • 6.2 milioni di interazioni tra likes, retweet e commenti, numeri in crescita rispetto allo scorso anno di oltre il 100%

Complice il lockdown o la scelta dei big in gara, fatto è che i numeri ci sono e anche alti.

Attenzione però, perché non è tutto oro ciò che luccica.

I dati infatti non sono filtrati. Quindi contengono anche i post che non parlano di Sanremo, ma hanno usato l’hashtag #Sanremo2021 solo perché di tendenza.

Sempre dal report di Digitalic si legge che sono solo 80.000/11milioni di spettatori gli utenti unici che hanno condiviso contenuti su Sanremo. Non un gran numero.

Curiosità: chi ha condiviso di più?

Sempre secondo lo studio, è Trash Italiano a guadagnare il primo posto su Twitter come account con più condivisioni. I post sono ironici, sarcastici.

Molti sono post di critica, velata dalla battuta e molti i post di apprezzamento agli ospiti.

Su Instagram? Su Instagram #Sanremo2021 ha 45.941 post. Anche qui alcuni non sono collegati al Festival.

Passiamo al target: chi guarda Sanremo?

Più donne che uomini (61,2% dei profili social, con una età compresa fra i 25 e i 34 anni. I giovanissimi (18-24 anni) coprono poco più del 40% del pubblico social.

Festival via Rai Play invece registra un + 123% sul target 14-24 anni e il raddoppio del consumo da parte del target 25-34 anni rispetto allo scorso anno.

A percepire l’importanza di una campagna digital in vista di Sanremo 2021 è stata la rivista Rolling Stone.

Rolling Stone Italia ha chiesto a CreationDose di attivare una campagna di influencer marketing in occasione proprio del Festival.

In cosa consiste la strategia creata? Far cantare a 28 influencer marketing nelle loro Instagram Stories la loro canzone sanremese preferita, tra quelle delle scorse edizioni.

Obiettivi?

  • Indirizzare gli utenti sul sito web di Rolling Stones, nella sezione riservata a Sanremo;

  • Raggiungere e far interagire la Generazione z e Millennial

  • Dare giusto credito alla kermesse sanremese

Se anche tu vuoi definire la tua strategia di Content Marketing o migliorare la tua presenza sui social…

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Hanno vinto i Maneskin, ma Orietta Berti resta la migliore! Cosa ne pensate?